PARTE SECONDA
LO SPIRITO DI PROFEZIA DEL BEATO FRANCESCO
CAPITOLO XVIII
IL SANTO NUTRE ALCUNI UCCELLINI
ED UNO DI ESSI MUORE PER LA SUA INGORDIGIA
633 47. Un giorno Francesco era seduto a mensa con
i frati, quando entrarono due uccellini, maschio e femmina,
che poi ritornarono ogni giorno per beccare a piacimento le
briciole dalla tavola del Santo, preoccupati di nutrire i
loro piccoli. Il Santo ne è lieto, li accarezza come
sempre e dà loro a bella posta la razione di cibo quotidiano.
Ma un giorno, padre e madre presentano i loro figlioletti
ai frati, essendo come stati allevati a loro spese e, affidandoli
alle loro cure, non si fanno più vedere. I piccoli
familiarizzano con i frati, si posano sulle loro mani e si
aggirano in casa non come ospiti, ma di famiglia. Evitano
le persone secolari, perché si sentono allievi solamente
dei frati. Il Santo osserva stupito ed invita i frati a gioirne:
«Vedete – dice - cosa hanno fatto i nostri fratelli
pettirossi, come se fossero intelligenti? Ci hanno detto:
- Ecco, frati, vi presentiamo i nostri piccoli, cresciuti
con le vostre briciole. Disponete di loro come vi piace: noi
andiamo ad altro focolare - ».
Così avendo presa piena dimestichezza coi frati, prendevano
tutti insieme il cibo. Ma l'ingordigia ruppe la concordia,
perché il maggiore cominciò con superbia a perseguitare
i più piccoli. Si saziava egli a volontà e poi
scacciava gli altri dal cibo. «Guardate - disse il Padre
- ingordo: pieno e sazio lui, è invidioso degli altri
fratelli affamati. Avrà di certo una brutta morte».
La sua parola fu seguita ben presto dalla punizione: salì
quel perturbatore della pace fraterna su un vaso d'acqua per
bere, e subito vi morì annegato. Non si trovò
gatto o bestia, che osasse toccare il volatile maledetto dal
Santo.
E’ veramente un male che desta orrore l'egoismo degli
uomini, se persino negli uccelli viene punito in questo modo.
Ed è pure da temersi la condanna dei Santi, poiché
le tiene dietro con tanta facilità il castigo.